Il GSE ha pubblicato venerdì la graduatoria degli impianti fotovoltaici iscritti al 1° registro del quinto conto energia: inaspettatamente sono stati richiesti incentivi per poco più di 90 milioni di euro sui 140 disponibili. Un colpo di scena per il settore che fa pensare a un quinto conto energia che potrà durare più di quanto finora si era previsto.

Il GSE ha pubblicato venerdì 28 Settembre la graduatoria degli impianti fotovoltaici iscritti al primo registro in posizione tale da rientrare nei limiti di costo. Una graduatoria con sorpresa, perché, contrariamente a quanto in molti prevedevano, il budget non è stato assegnato completamente: sono stati richiesti incentivi solo per poco più di 90 milioni di euro sui 140 disponibili. Un colpo di scena per il settore, un dato che fa sperare che il quinto conto energia duri più di quanto finora previsto.

Il mancato raggiungimento del tetto di spesa dei 140 milioni di euro del registro ha permesso di evitare i criteri di priorità, tanto che sul sito del GSE gli impianti ammessi in graduatoria (circa 3.600) sono elencati in ordine alfabetico, suddivisi in impianti in esercizio (circa 600) alla data di presentazione della richiesta di iscrizione al Registro e impianti non in esercizio.

Se pensiamo che una parte rilevante degli impianti entrati nel registro sono quelli che avevano già ottenuto il titolo autorizzativo o l'accesso con il quarto conto energia, ci si rende conto di come il primo registro del quinto conto sia stato snobbato: pochi hanno intrapreso l'iter per accedervi. Un esito che nessuno si aspettava: operatori del settore ed esperti sentiti nelle settimane scorse davano tutti per scontato che il primo registro fosse già esaurito.

Una previsione collettiva che, paradossalmente, ha portato all'avverarsi del suo contrario, come fa notare a Qualenergia.it Joel Zunato, analista di eLeMeNS. A spiegare il fatto che relativamente pochi abbiano provato ad accedere al Registro, commenta, “oltre al forte taglio delle tariffe, il fatto che per avere buone possibilità di rientrare nella graduatoria in posizione utile bisognasse presentare progetti particolari – per esempio abbinati a interventi di efficienza energetica o alla sostituzione di coperture in eternit – ha scoraggiato molti dal partecipare. Col senno di poi, un errore, dato che senza il raggiungimento del tetto dei 140 milioni il sistema di priorità non serve.

”Dunque meno impianti a registro del previsto, anche se non si può parlare di un tracollo, ma solo di un contenimento”; una delle possibili chiavi di lettura è che gli operatori, visto che ritenevano molto difficile accedere al registro, si siano concentrati di più sugli impianti fuori registro: quelli sotto ai 12 kW o sotto ai 50 se realizzati in sostituzione dell'eternit, oltre a quelli di categorie speciali che hanno un loro budget riservato di 50 milioni per categoria, cioè gli integrati con caratteristiche innovative, quelli a concentrazione e quelli della Pubblica Amministrazione.

Probabilmente, dunque, si dovranno rivedere al rialzo le stime della spesa per queste tipologie di impianti, che eLeMeNS qualche settimana fa ipotizzava fossero per il primo semestre 60 milioni per i piccoli impianti, 15 per quelli integrati innovativi e 20-25 per quelli della Pubblica Amministrazione.
Gli incentivi erogati agli impianti fuori registro, come sappiamo, vanno a erodere la somma a disposizione per il registro nel semestre successivo, ma la buona notizia è che quel registro potrà contare anche sui circa 50 milioni avanzati da questo primo registro.

Una notizia che fa sperare che il raggiungimento del tetto di spesa complessivo dei 6,7 miliardi si sposti in là nel tempo e che il quinto conto energia abbia una vita più lunga di quanto si prevedeva fino a pochi giorni fa.

Se la maggior parte degli esperti sentiti nella nostra ultima indagine, Zunato compreso, prevedevano che il quinto conto non sarebbe andato oltre il secondo semestre e ci avrebbe lasciati probabilmente nella primavera o all'inizio estate 2013, ora l'analista di eLeMeNS è più fiducioso e afferma che “con buone probabilità arriveremo anche al terzo semestre”. Giudizio molto negativo è quello di ATER e MSA che giudicano l'impostazione del quinto conto energia, visto l'andamento del registro, un vero e proprio fallimento.

Fonte: Giulio Meneghello per QualEnergia.it

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